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Istorie Fiorentine di Scipione Ammirato, Vol. 4

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Excerpt from Istorie Fiorentine di Scipione Ammirato, Vol. 4: Con L' Aggiunte di Scipione Ammirato, IL Giovane Ridotte a Miglior Lezione da F. Ranalli' Parte PrimaAvuto co'fîorenlini e per questo pregandoli con bel modo a perseverare nella cominciata pace, da' quali ebbero pari mente grate risposte. E essendo indi a pochi dì venuti nella città ambasciadori Sanesi così per rallegrarsi della pace falla, come per impetrar da loro che peri loro terreni potessero condurre a Siena una certa quantità di grano, che aveano compro apisa, liberamente gli fu conceduto. Ma per non godere interamente i comodi della pace, s'incomìnciavano a sentire le molestie delle compagnìe, le quali, cessate le guerre e mancando i principi e le repubbliche dì pascerei soldati avvezzi a vivere di quel d'altri, subito snrgevano or sotto uno, e or sotto un altro lor condottiere. Il primo che a questo tempo sntsc fu uno Azzo da Castello stato soldato del conte Antonio d'urbino nella guerra che quel signore avea avuto con Carlo Malatesta signor di Rimino, il quale essendo ancora egli licenziato dal conte nel tempo mede simo che i Fiorentini aveano licenzialo la maggior parte delle lor genti, accozzatosi con costoro, in breve spazio di tempo pose insieme più di millecinquecento cavalli e molti fanti disposti a fare ogni male. E essendo fama come poi nuscì, che con esso lui dovea ancora congìugnersi parte delle genti che aveano militato sotto il conte di Virtù (delle quali erano capi Broie di Triclino, Brandolino da Bagnaca vallo e Biordo de'michelotli lutti famosi caporali) davano giusta cagione di sospettare. O per questo o per i so spetti che ciascuno avea della potenza, e astuzia del conte di Virtù, i quali non cessarono mai fu in Bologna falla lega alli 11 d'aprile da Rinaldo Gianfigliazzi cavaliere e da Luigi Albergotti dottore di leggi, ambasciadori e sin dacì de'fiorenlini con la città di Bologna e co'sindaci del marchese Alberto di Ferrara di Francesco il giovane signor di Padova, di Bernardino e Oslasio da Polenta si gnor di Ravenna, di Aslorgo Manfredi signor di Faenza e di Lodovico e Lippo degli Alidosi signor d' Imola a con servazione degli stati di ciascuno per termine di 10 anni, senza dichiarazione di taglia, ma che ciascuno tenesse le genti che voleva, con averle in ordine inîcapo a un mese e fosse lecito a'collegati di mandare a vedere e notare le genti l'uno dell'altro. Che ciascuno di essi dovesse im.About the PublisherForgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.comThis book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully, any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.
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